Una delle parti piu' temute dell'AI Act europeo — quella che stabilisce quando un sistema di intelligenza artificiale e' «ad alto rischio» e quindi soggetto agli obblighi piu' severi — sta prendendo forma concreta. Il 19 maggio 2026 la Commissione europea ha pubblicato le bozze di linee guida sulla classificazione dei sistemi ad alto rischio e ha aperto una consultazione il cui termine, dopo le richieste degli operatori, e' stato prorogato al 23 luglio 2026.
Cosa sono queste linee guida e perche' servono
Il regolamento europeo divide i sistemi di IA per livello di rischio. Quelli «ad alto rischio» — previsti dall'articolo 6 e dagli allegati — comprendono usi delicati come selezione del personale, valutazione del merito creditizio, dispositivi medici, gestione di infrastrutture critiche, istruzione e amministrazione della giustizia. Per questi sistemi scattano obblighi pesanti: gestione del rischio, qualita' dei dati di addestramento, documentazione tecnica, registrazione degli eventi, sorveglianza umana, robustezza e cybersicurezza.
Il problema, per le aziende, e' capire con certezza se il proprio prodotto ricade in questa categoria, perche' la differenza in termini di costi di conformita' e' enorme. Le linee guida, emanate ai sensi dell'articolo 6, paragrafo 5, servono proprio a questo: aiutare fornitori, utilizzatori e autorita' di sorveglianza a classificare i sistemi, con esempi pratici e criteri operativi. Senza un documento del genere, ogni azienda interpreterebbe la norma a modo suo, con il rischio di contenziosi e applicazioni diseguali tra i diversi Paesi dell'Unione.
Le date che contano (e che sono slittate)
Il calendario e' cambiato piu' volte, e questo e' un punto cruciale per chi deve adeguarsi. La consultazione sulle bozze, inizialmente fissata al 23 giugno, e' stata spostata al 23 luglio 2026 su richiesta degli stakeholder; la versione definitiva delle linee guida e' attesa entro la fine del 2026. Nel frattempo, con il pacchetto noto come AI Omnibus, l'Unione ha rinviato l'entrata in vigore degli obblighi sui sistemi ad alto rischio: quelli «autonomi» si applicheranno dal 2 dicembre 2027, mentre per i sistemi incorporati in altri prodotti la scadenza e' il 2 agosto 2028. Un rinvio pensato per dare alle imprese piu' tempo per prepararsi, dopo le proteste di chi lamentava obblighi troppo ravvicinati.
Restano invece gia' in vigore altre parti del regolamento: i divieti sulle pratiche inaccettabili (dal febbraio 2025) e le regole sui modelli di IA per finalita' generali, i cosiddetti GPAI (dall'agosto 2025). Per questi ultimi i poteri di intervento della Commissione — richieste di informazioni, accesso ai modelli, possibili richiami — diventeranno operativi dal 2 agosto 2026. Il quadro, insomma, e' a piu' velocita': alcune regole gia' applicabili, altre rinviate di anni.
Cosa cambia in concreto per le aziende
Per chi sviluppa o utilizza IA in Europa, comprese le imprese italiane, il messaggio e' duplice. Da un lato i tempi si allungano: l'incubo di doversi conformare in pochi mesi e' rientrato, e c'e' ora una finestra piu' ampia per mettere a posto documentazione e processi. Dall'altro, le linee guida sulla classificazione sono il documento da leggere con attenzione adesso, perche' determinano se un prodotto sara' soggetto agli obblighi pesanti o potra' restare in una categoria piu' leggera — una valutazione che incide sul modello di business prima ancora che sui costi.
Un esempio concreto chiarisce la posta in gioco. Si pensi a un software che filtra i curriculum per un'azienda: rientra quasi certamente tra i sistemi ad alto rischio, perche' incide sull'accesso al lavoro delle persone. Ma cosa accade se lo stesso strumento si limita a riordinare le candidature gia' selezionate da un essere umano, senza scartarne nessuna? E un modello che suggerisce diagnosi a un medico, ma lascia a lui la decisione finale? Sono proprio queste zone grigie che le linee guida devono dipanare, indicando quando una funzione «accessoria» non basta a far scattare gli obblighi pieni. Dalla risposta a domande del genere dipende se migliaia di prodotti gia' sul mercato dovranno essere rivisti o potranno restare come sono.
La consultazione aperta fino al 23 luglio e' anche l'occasione, per associazioni di categoria e singole aziende, di segnalare ambiguita' e casi limite prima che il testo diventi definitivo: e' raro che un quadro normativo offra una finestra per influenzarne l'interpretazione, e ignorarla significa subire le regole invece di contribuire a scriverle. Il quadro che emerge e' quello di un'Europa che prova a tenere insieme due esigenze opposte: dare certezza giuridica a un settore in corsa e non soffocare l'innovazione con regole premature. Le bozze e i moduli per partecipare sono pubblicati sul sito della Commissione europea dedicato alla strategia digitale.




