Google ha annunciato Googlebook il 12 maggio 2026: una nuova categoria di laptop costruita da zero intorno a Gemini Intelligence. Dopo quindici anni di Chromebook, l'azienda chiude la prima era dei portatili economici per la scuola e prova a definirne una seconda: il laptop come superficie agentica, dove l'AI sta dappertutto – nel cursore, nelle finestre, nelle scorciatoie da tastiera.
Acer, ASUS, Dell, HP e Lenovo costruiranno i primi modelli, attesi sul mercato per autunno 2026. Il prezzo non e' stato comunicato, ma Google ha lasciato intendere che si tratta di hardware premium: l'epoca dei portatili ChromeOS da 200 dollari resta riservata alla coda di vita del marchio Chromebook, che continuera' a ricevere aggiornamenti fino al termine del proprio ciclo di supporto.
Magic Pointer: il cursore si fa agente
La feature centrale e' il Magic Pointer. Quando l'utente muove il mouse o il trackpad, il cursore non e' piu' una freccia passiva: e' un "assistente che segue lo sguardo". Alexander Kuscher, senior director Android tablet e laptop di Google, lo ha spiegato cosi' a TechCrunch: "Mentre passi sopra lo schermo, ti dice cosa puo' fare e ti offre azioni contestuali".
Qualche esempio pratico:
- Puntare una data dentro una mail apre il calendario per creare l'evento.
- Selezionare due immagini – il salotto di casa e un divano nuovo – produce un'anteprima generata di come stara' il mobile nel proprio ambiente.
- Puntare un numero di tracking mostra in overlay lo stato della spedizione.
E' il modello che Apple ha promesso ad agosto con Siri 2.0 ma non ha ancora consegnato, e che Microsoft sta cucendo dentro Windows 12. Google arriva prima.
Widget personali a colpi di prompt
La seconda feature di sistema si chiama Create Your Widget: si descrive in linguaggio naturale cosa serve sulla home, e Gemini costruisce in tempo reale un widget personalizzato che pesca da web, Gmail, Drive e Calendar. Esempi mostrati a Tom's Hardware: una dashboard di viaggio che incrocia volo prenotato, meteo della destinazione, suggerimenti di Maps; una bacheca di lavoro che mescola task, Slack e ticket Jira.
L'idea e' rompere la rigidita' della home grid e portare il PC piu' vicino alla logica dei dashboard di Notion, ma generati senza scrivere una riga di codice.
ChromeOS + Android: la fusione finalmente fatta
Il punto piu' strategico per Google e' meno visibile. Il Googlebook fonde lo stack di ChromeOS con quello di Android: le app Android girano in modo nativo (non piu' attraverso un layer di compatibilita'), le notifiche si sincronizzano col Pixel, i file del telefono compaiono dentro l'esploratore del laptop. E' un'integrazione che Apple offre da anni con Continuity e che il mondo Windows-Android non ha mai davvero risolto.
Google chiude cosi' un cerchio iniziato nel 2010 col Chromebook: portatile leggero, sempre online, costruito intorno al browser. La cifra del 2026 e' diversa: il browser e' diventato Gemini, e il Gemini e' diventato il sistema operativo.
Come provarlo e quando arriva
Per ora Googlebook e' visibile solo nei rendering pubblicati su blog.google e nella demo a porte chiuse mostrata ai partner. I primi modelli arriveranno in autunno con cinque produttori principali:
- Acer: due fasce, una premium 14" e una 13" piu' leggera.
- ASUS: un Googlebook convertibile 2-in-1.
- Dell: linea business per le aziende.
- HP: focus istruzione e creativi.
- Lenovo: probabile un ThinkPad-Googlebook ibrido.
Tutti i modelli avranno il caratteristico glowbar, una striscia luminosa funzionale che cambia colore per segnalare lo stato di Gemini (ascolto, elaborazione, risposta). I prezzi attesi, secondo i partner consultati da Tom's Hardware, partiranno da 599 dollari per la fascia base e arriveranno oltre i 1.500 per le configurazioni con NPU dedicata.
Cosa rischia Google
Il salto e' grosso. Chromebook ha venduto soprattutto nella scuola e nei segmenti budget; Googlebook chiede ai produttori di fare hardware premium contro MacBook e Windows Copilot+ PC. La scommessa funziona solo se Gemini Intelligence diventa abbastanza utile da convincere studenti, professionisti e PA italiane a pagare di piu' per un dispositivo che, fino a ieri, era sinonimo di entry level. Le prossime settimane diranno se i partner sapranno costruire macchine all'altezza dell'ambizione di Mountain View.




