I prezzi della DRAM — la memoria che fa funzionare PC, smartphone, server e schede grafiche — sono saliti di circa il 90% nel primo trimestre del 2026 rispetto agli ultimi tre mesi del 2025, secondo le rilevazioni di diversi istituti di ricerca di mercato come Counterpoint. E' un'impennata che ha colto di sorpresa anche gli analisti piu' esperti, e la causa principale ha un nome: la corsa ai data center per l'intelligenza artificiale.
Perche' la memoria e' diventata cosi' cara
La spiegazione e' una questione di capacita' fisica. I tre grandi produttori mondiali — Samsung Electronics, SK Hynix e Micron — hanno camere bianche e budget per investimenti limitati, e li stanno dirottando verso i componenti piu' redditizi: in particolare la HBM, la memoria ad alta banda che viene impacchettata insieme alle GPU di NVIDIA e che hyperscaler come Microsoft, Google, Meta e Amazon comprano in quantita' enormi. Ogni wafer destinato alla HBM e' un wafer in meno per la DDR5 dei PC o per la LPDDR degli smartphone. Le stime piu' citate parlano di data center capaci di assorbire fino al 70% di tutta la memoria prodotta nel mondo nel 2026, con l'IA che da sola arriverebbe intorno al 20% della produzione totale di DRAM.
Cosa cambia per chi compra un PC o uno smartphone
L'effetto si vede gia' nei listini. I grandi produttori di computer — Dell, Lenovo, HP — hanno segnalato aumenti di prezzo nell'ordine del 15-20% nella prima parte del 2026 proprio a causa del costo della memoria. Lo stesso vale, in prospettiva, per gli smartphone: i produttori Android temono di dover invertire la tendenza degli ultimi anni, quella che portava sui telefoni economici tagli di RAM e specifiche da fascia alta. Chi assembla un PC fisso o cerca un upgrade lo nota subito: un kit di RAM che a fine 2025 costava una certa cifra oggi puo' costare quasi il doppio, e la disponibilita' di certi tagli e' altalenante.
Quanto durera': nessun sollievo prima del 2028
La brutta notizia e' che la situazione non si risolvera' in fretta. Costruire una nuova fabbrica di chip richiede 18-24 mesi, piu' i tempi di messa a regime: anche se i produttori avviassero oggi nuovi impianti, la produzione di volume arriverebbe non prima del 2028. Diversi dirigenti del settore — tra cui, in dichiarazioni riprese dalla stampa specializzata, l'amministratore delegato di Intel Lip-Bu Tan — hanno parlato apertamente di una carenza destinata a durare fino al 2028. Nel frattempo lo squilibrio rischia di propagarsi ad altri segmenti, dalle automobili ai dispositivi industriali, ovunque serva memoria.
Chi ci guadagna e chi resta schiacciato
I grandi vincitori, almeno in Borsa, sono i tre produttori di memoria: con prezzi in forte rialzo e impianti che vanno verso il "tutto esaurito", Samsung, SK Hynix e Micron vedono salire margini e capitalizzazione. Ci guadagnano anche i produttori di GPU e gli operatori cloud che hanno bloccato in anticipo le forniture. A pagare il conto sono invece tre categorie: i produttori di PC e smartphone di fascia media, costretti a ridurre la RAM nei prodotti o ad alzare i prezzi; chi assembla o aggiorna computer da solo, in particolare gamer e creator; e le piccole aziende che devono rinnovare il parco macchine o i propri server. Anche i produttori di console, di dispositivi industriali e perfino il settore automotive — che usa memoria in quantita' crescenti — rischiano di subire il contraccolpo nei prossimi trimestri.
Il paradosso dell'IA "che si mangia" l'hardware di tutti
La vicenda racconta bene una tensione del 2026: il software di IA del 2025 si e' trasformato in una "resa dei conti" sull'hardware. La stessa tecnologia che promette di rendere piu' economico e accessibile tutto sta, per ora, rendendo piu' caro l'hardware di consumo, perche' sottrae alla filiera componenti che prima finivano nei dispositivi di tutti. C'e' anche un effetto meno visibile: con la RAM cosi' cara, alcuni produttori stanno spingendo i modelli con meno memoria e piu' elaborazione "in cloud", il che a sua volta alimenta la domanda di data center. E' un circolo che si autoalimenta. Per i consumatori italiani il consiglio pratico e' semplice: se serve davvero un upgrade di RAM o un PC nuovo, conviene non rimandarlo aspettando un ribasso che, secondo le previsioni, non arrivera' a breve; se invece l'acquisto puo' attendere, sapere che i prezzi sono a un picco — e non a un livello "normale" — aiuta a non sentirsi truffati dai listini e a valutare meglio offerte e ricondizionati. Per chi gestisce infrastruttura aziendale, ha senso pianificare gli acquisti con piu' anticipo del solito e mettere a budget rincari a doppia cifra.




